Travel Diary :: When #London speaks to you

“Go through these city lights 
You don’t recognize 
Cause you don’t belong here 
You don’t belong here 
But here you found his heart 

Fight for what you want 
You got to take care 
Look after your sisters your brothers 
It’s such a small world 
They keep saying 
Such a small world 
But it’s enough to feel lost 
And wander without love 
Think without a heart 
And survive without a soul.”

Elisa – City Lights

 

Stasera ero a festeggiare un compleanno ad Holborn con degli amici. Dovevo tornarmene a casa ad un orario decente, prendendo il 172 da Waterloo Bridge, attraverso Elephant&Castle e giù fino a New Cross, dove vivo ora. Un tragitto di 40 minuti scarsi, ma che non avevo in realtà voglia di fare.

Accade sempre quando sono su un ponte. A piedi, in autobus, in taxi, sul treno diretta a Cannon Street. Alzo gli occhi dalla mia playlist e sento la voce di Londra, qualsiasi cosa io stia ascoltando. E’ come se ricominciassi a respirare, come se sentissi un gran sollievo, una sensazione strana.
Così è stato stasera. Dovevo attraversare Waterloo Bridge per andare alla fermata, ma il Tamigi mi ha fermata. Ero esattamente a metà tra le due parti di Londra che più mi piacciono: A Ovest Vauxhall e Westminster, a Est London Bridge e Canary Wharf. Mi sono fermata rapita dalle luci della City, dallo Shard che spariva tra le nuvole e le illuminava, dalla fila interminabile di auto e bus nella via sottostante, dalla cupola di Saint Paul. Camminavo lungo il ponte verso il River Side che porta a Southbank e a Tower Bridge, una passeggiata bellissima e rilassante in mezzo agli alberi con le luci bianche e blu.
Guardavo quelle luci, guardavo lo skyline metropolitano mentre facevo zapping su Spotify in cerca della canzone adatta e intanto ascoltavo.

E’ davvero strano come ti parla Londra. Senti una vocina che ti urla “Guarda dove accidenti vivi!”, tutto sembra più luminoso, più bello, ti fa sentire forte, padrone del mondo e con la voglia di ribaltare tutto. “Guarda cosa ti sto dando mentre tu, ingrata, te ne vuoi andare, mi vuoi lasciare. Io ti sto donando la mia essenza, ti spalanco le porte del mondo, ti tempro le ossa, guarda dove stai passando il tuo tempo!”
E’ come un’innamorata disperata, Londra. Una di quelle giovani donne pronte a tutto, che ti danno tutto, anche ciò che non ti meriti, che ti fanno vedere cos’ha di bello, che disperatamente vuole farsi amare. E’ una giovane donna che sa anche quando essere dura e cattiva, chiuderti le porte in faccia, gettarti nei bassifondi tra spazzatura e fish&chips di dubbia provenienza, ti sputa indietro al tuo Paese, perché nonostante ti abbia donato il mondo, tu non sei stata in grado di vederlo e di coglierlo.
Per questo Londra ti parla solo quando sei su un ponte. Ti urla e ti sbatte addosso tutta se stessa al meglio, poi sta a te decidere se andare avanti o tornare indietro, sconfitta.
Sul ponte l’aria è fresca, il cervello respira dopo aver passato i giorni in mezzo a strade strette, traffico, smog, passanti, rumore. Se ti concentri senti solo il rumore dell’acqua, il gong del Big Ben e la sua voce.

London’s calling.
Goodnight.

 

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ilariaminiussi

She's italian, she lives in London, she got red hair, she's a fashion designer but she's not a fashion blogger. She writes about her passions, she dreams about Love and she do loves travel, fashion and italian wine&food.

13 Comments

  1. Per me chi vuole andarsene da Londra è matto: è il mio sogno venire lì!
    Prima o poi lo farò così forse finalmente sentirò anche io la sua “voce”!

  2. Hai descritto perfettamente le sensazioni che si riescono a provare solo a Londra. Una volta che ti è entrata nel cuore, una volta che l’hai vissuta pienamente non puoi dimenticarla e lasciarla è difficile!

  3. mamma mia che emozione.
    mi piace davvero come scrivi e come parli di Londra!
    che città…!
    xoxo

  4. Emozionante a dir poco questo post. Provo ad immaginare come godrei anch’io di quei momenti. Sai, capita anche a me qui a Bologna, nonostante sia una piccola città… non so perchè, ma mi scalda tanto il cuore e quando mi soffermo ad alzare lo sguardo distogliendo l’attenzione dai miei impegni, mi regala momenti che vorrei fissare per sempre nella mia memoria.

  5. La grande Inghilterra è una terra che resta nel cuore, se l’hai vissuta non la dimentichi più, come fosse un amore che dura per sempre. Londra è magica e nelle tue parole mi sono riflessa, emozionata, anche un po’ immalinconita. Ho vissuto poco la città, ma la contea di Devon mi ha accolta quando ero ancora una ragazza, in famiglia, per diverse estati, una dopo l’altra. E quella che doveva essere un’esperienza, è diventata un’ossessione. La mia si chiama Brighton e tutto il suo sud fino a Torquay, con le barche a vela e la vita dei veri inglesi, le case basse e il giardinetto. Chissà se un giorno riuscirò a viverci…
    Un bacione,
    Laura.

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