#TravelDiary :: C’est une merveille, #Paris en fleur.. [Eng version]

Se c’era una cosa che volevo assolutamente fare e che mi mancava da morire era visitare Parigi in Primavera, prendendo l’Eurostar da Londra.
Tre ore di viaggio attraverso il Tunnel della Manica fino alla stazione Gare du Nord. Neanche te ne accorgi, se non fosse per il fuso orario, come andare da Venezia a Milano.

Così sono arrivata, nella città in fiore, più bella che mai, calda ed assolata, e sono corsa al Centre Pompidou dove avevo appuntamento con Sonia, la mia fotografa francese ufficiale, la mia Amica ed ex coinquilina dell’Erasmus. Vi ricordate di lei? Ve ne avevo parlato qui.
Mi sono svegliata alle 3 del mattino solo per lei, perché certe amicizie sono più forti del tempo e della distanza e adesso siamo così ridicolmente vicine che potremmo davvero vederci una volta al mese.

There was one thing I missed so much and I absolutely had to do: visiting Paris during Spring, taking the Eurostar from London.
Three-hour journey through the Channel Tunnel until Gare du Nord station. You don’t even realize it, if it wasn’t for the time zone, it’s like going to Milan from Venice.

So I arrived, in the blossom city, so beautiful than never, warm and sunny, and I ran to the Pompidou Centre where I met Sonia, my official French photographer, my Friend and ex Erasmus flatmate. Do you remember? You met her here.
I woke up at 3am just for her, because some kinda friendships are stronger than time and distance and now we are so ridiculously close that we could really meet once per month.

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SSU Presents Gender Neutral #fashionshow :: La mia prima sfilata come designer in UK

Solent University, Southampton, 25 marzo 2015.

Una sala scura, una passerella, i posti a sedere a ferro di cavallo, con le prime due file di sedute rivestite di bianco, vociare sparso in inglese, abiti appesi ovunque, passi svelti, prove audio e luci.
Questo è quello che mi si è presentato quando sono arrivata alla Solent University, Dipartimento di Fashion Design, mezz’ora prima che iniziasse la sfilata.
Dopo settimane passate a spedire e ricevere mail con l’organizzazione, ero felice finalmente di vedere i loro volti e di ringraziarli di persona per la professionalità e la passione che avevano dimostrato nell’organizzare questo evento.
Ho preso posto dove c’era il mio nome scritto correttamente in stampatello su un foglio A4 e mentre aspettavo l’arrivo di due amici compaesani italiani trapiantati a Southampton da anni, mi guardavo attorno agitatissima, scrivevo febbrilmente sul cellulare, scattavo foto e rileggevo compulsivamente il piccolo magazine che era stato stampato per l’occasione con le presentazioni biografiche dei designers partecipanti. Rileggevo il mio nome, il nome del mio label Hilarie Minu, la presentazione e sorridevo come una bambina nel suo Natale più bello.

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#traveldiary #LondonStories :: I need to make a call

Sono seduta da Starbucks, davanti alla British Library, a King’s Cross.
Ho appena finito il mio frappuccino al cioccolato e ho appena creato una lista di libri su come scrivere un Business Plan dal catalogo della più famosa e bella biblioteca di Londra.
Fuori è sereno e la temperatura è mite, con il sole pronto a tramontare: è quasi Primavera e la si sente nell’aria, se non contiamo i livelli di smog e l’odore di birra scadente in certe viuzze della città.

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Nella mia testa, da qualche giorno, avevo cominciato a pensare che questo blog l’avevo trascurato per troppo tempo, la mia creatura si era fermata dal 17 gennaio scorso e ne sentivo la mancanza, per quanto stia costruendo un bel pubblico su Facebook grazie alla mia Pagina. A mia discolpa posso dire che il Master in Fashion che sto frequentando è impegnativo -eufemismi..- e che fino a ieri ero occupata a destreggiarmi tra ricerche, progetti da consegnare, saggi da scrivere, ricerche, conferenze, letture, ricerche, progetti, sfilate a cui partecipare.
Da oggi sono “in vacanza”, nel senso che invece di lasciare l’Università alle 23 posso lasciarla alle 19 e che la mattina posso non sentirmi in colpa se evito di mettermi la sveglia. Perché tanto l’orologio biologico è talmente ben organizzato che giuro, l’allarme non mi serve. E che comunque avrei da studiare, per quel Business Plan per cui sto facendo mille ricerche in biblioteca.

Dicevo “sfilate a cui partecipare”. Credo di dover fare qualche passo indietro e spiegarvi un po’ da dove esce tutta questa mia mondanità. Continue Reading